Montalbano incanta l’Europa !!

Ecco come nasce Montalbano !!

Lo scrittore Andrea Camilleri Agrigentino

Il Montalbano sotto la lente d’ingrandimento !

Montalbano risulta essere nato a Catania il 6 settembre 1950.

L’anno di nascita viene confermato dalla descrizione della partecipazione del futuro commissario agli avvenimento del ”68: «Nel ’68 il futuro commissario, che aveva diciotto anni, fece scrupolosamente tutto quello che c’era da fare per un picciotto della sua età: manifestò, occupò, proclamò, scopò, spinellò, s’azzuffò. Con la polizia, naturalmente.»

In una località vicina a Vigata, Marinella (località balneare il cui nome coincide con quello di una frazione di Porto Empedocle), il commissario Montalbano affitta una villetta sul mare, che poi acquista, dove abitualmente vive solo, salvo quando viene a visitarlo la fidanzata Livia Burlando.

La casa sarebbe invivibile, dato l’abituale disordine che caratterizza l’agire di Montalbano, se non ci fosse la preziosa adenzia (l’aiuto) della cameriera Adelina Cirrinciò, scorbutica ma, nonostante abbia due figli delinquenti arrestati spesso proprio dal commissario o dai suoi sottoposti, fedele donna di servizio.

Adelina è una bravissima cuoca e lascia sempre qualche piatto siciliano nel frigorifero o nel forno per la cena del commissario, che abitualmente pranza al ristorante “San Calogero”[6] con abbondanti piatti di pesce, il suo cibo preferito.

Talvolta però capita che il commissario, di ritorno a casa, non trovi niente di preparato: in questo caso Montalbano non si perde d’animo e cena a base di olive nere (passuluna) e formaggio caciocavallo

Raramente accade invece che si trovi il piatto principe di Adelina, la pasta ‘ncasciata, che fa mugolare di piacere il commissario.

I più stretti collaboratori di Montalbano sono il suo vice Domenico Augello, impenitente “fimminaro” che Montalbano chiama con il diminutivo di Mimì,

L’ispettore Giuseppe Fazio, solerte, efficientissimo e di grande aiuto nella ricerca di indizi, l’agente Agatino Catarella, il simpatico centralinista tonto ma assai abile nell’uso del computer.

Il commissario da parte sua ha un rapporto di amore-odio con la moderna tecnologia: ma ne riconosce i grandi vantaggi però la sente estranea a quella che ormai è la sua età.

Che carattere ha il commissario..

Montalbano è un commissario molto particolare, «maturo, sperto, e d’intuito»,

Con innata abilità nel dipanare intrighi complicati e difficoltosi.

Sebbene il suo mestiere glielo permetta, solitamente non predilige l’uso delle armi, ma quando è costretto ad usarle lo fa con abilità e precisione.

Coerentemente al suo carattere introverso, preferisce condurre le sue indagini da solo e spesso risponde scortesemente alle richieste di chiarimenti dei suoi collaboratori, per certi suoi strani comportamenti.

Non è certo esente da umane debolezze, come la sua propensione per la buona cucina, soprattutto quella a base di pesce, e tic, come l’assoluto silenzio durante il pasto.

Ci sono poi giornate in cui il commissario è intrattabile, come sanno bene i suoi collaboratori, che in quelle occasioni se ne tengono alla larga.

Assolutamente privo d’ambizione, giunge al punto di rifiutare le promozioni e fa di tutto per evitarle.

Tutto ciò che Montalbano ci tiene a fare è il suo lavoro, che sa di fare bene, e non vuole avere contatti con la classe politica, che apprezza ben poco. Con grande abilità riesce a districarsi nella burocrazia ,servendo lo Stato con grande lealtà e non lesinando critiche feroci ai suoi colleghi per comportamenti poco onorevoli.

 La Famiglia

La spiaggia di “Marinella” utilizzata per la serie TV, con (a destra) la casa dove Montalbano vive pressoché da scapolo, data la relazione a distanza con la storica fidanzata Livia.

Montalbano, nelle sue indagini, sembra ricercare delle figure materne sostitutive trovandole in anziani e miti personaggi che hanno svolto la professione di insegnante, come la maestra in pensione Clementina Vasile Cozzo, una settantenne costretta su sedia a rotelle.

Il padre, attento e sollecito, gli ha fatto anche da madre e, rispettoso della vita del figlio, ha voluto aspettare per risposarsi che Salvo diventasse autonomo

I due però continuavano a volersi,  molto bene.

Il padre, che vive lontano da Vigata, rimasto vedovo anche della seconda moglie, colleziona gli articoli di giornale che scrivono dei successi investigativi del figlio.

Quando il commissario è stato ferito in uno scontro a fuoco, gli è stato vicino telefonandogli e andando a visitarlo in ospedale.

Innumerevoli le avventure del commissario di polizia amato da tutti, uscito dalla penna di Camilleri

I personaggi chiave del :” Commissario Montalbano”

Giuseppe Fazio

Montalbano e Fazio nella serie televisiva il commisario Montalbano.

L’ispettore Giuseppe Fazio è uno dei principali collaboratori del commissario.

Di carattere riservato e dotato di acuto istinto poliziesco, è la persona con cui il commissario s’intende di più, spesso semplicemente con uno sguardo.

Sposato da anni con la signora Grazia, è più anziano del suo capo di qualche anno e presta servizio da prima di lui nel commissariato di Vigata.

L’ispettore conosce a fondo fatti e vicende della città ed è uno specialista nel reperire informazioni grazie alle sue numerose conoscenze.

Addirittura, secondo Montalbano, Fazio “patisce del complesso dell’anagrafe”, ossia durante l’esame delle sue ricerche tende a specificare tutti i dati di un indagato, compresi quelli più inutili e superflui.

È da notare che, contrariamente al personaggio letterario, nella trasposizione televisiva Fazio è sensibilmente più giovane del commissario; inoltre, nella serie il giovane Montalbano, ambientata durante i primi anni di servizio del commissario, per mantenere coerenza con la serie principale, viene introdotto un nuovo personaggio, assente nei romanzi: il maturo Carmine Fazio, padre del giovane Giuseppe.

Agatino Catarella

L’agente Agatino Catarella è il centralinista al Commissariato di Vigata.

Personaggio pittoresco e un pò ”tonto”, giunto “chissà come” nella polizia, è fortemente caratterizzato per il suo linguaggio contorto e stralunato, con cui storpia il più delle volte i nomi degli interlocutori.

Spesso tocca a lui avvisare il commissario del delitto di turno, e lo fa precipitandosi nel suo ufficio come una valanga (un suo comportamento classico è sbattere la porta dell’ufficio del commissario con il fragore di una bomba facendo cadere l’intonaco della parete e poi giustificarsi dicendo: “mi scusassi dottori, ma la porta mi scappò”) .

Catarella, sorprendentemente, si rivela molto abile con il computer, e spesso per questa capacità partecipa alle indagini.

Nelle sue prime apparizioni nei romanzi viene visto con insofferenza da Montalbano, ma successivamente si guadagna l’affetto del commissario e dei suoi collaboratori grazie alla sua ”innocenza” ed alla sua umanità.

In almeno un paio di occasioni le sue osservazioni, seppur enunciate con il suo solito linguaggio pittoresco, si rivelano di grande aiuto al commissario Montalbano per la risoluzione dei casi. In uno dei romanzi Catarella interviene anche in uno scontro a fuoco salvando la vita di Montalbano.

Nicolò Zito

Nicolò Zito è un giornalista di Retelibera, una delle due televisioni locali private di Montelusa che si vedono a Vigata (l’altra è Televigata).

È un amico di lunga data del commissario e più o meno suo coetaneo, dichiaratamente di sinistra e fautore di un aggressivo giornalismo d’inchiesta. Montalbano spesso ne richiede la collaborazione e gli restituisce il favore concedendogli interviste e notizie in esclusiva.

Il dottor Pasquano

Più anziano di Montalbano, dal carattere scontroso e insofferente, è il medico legale incaricato dell’autopsia del morto di turno.

Tartassato puntualmente da Montalbano con domande minuziose inerenti al cadavere, finisce sempre per mandarlo a quel paese con la frase «non mi scassi i “cabbasisi”».

Montalbano, per avere notizie sulle varie autopsie, lo raggiunge ovunque, perfino dal barbiere.

Appassionato giocatore di poker, passa le serate al circolo di Vigata e il suo umore durante gli incontri con Montalbano dipende spesso da come gli è andato il gioco la sera prima.

Il commissario, che non manca di punzecchiarlo sull’argomento, talvolta  ne ammorbidisce il carattere portandogli vassoi di cannoli e cassata, conoscendone la golosità.

Livia Burlando

Storica fidanzata di Montalbano, con cui ha una relazione a distanza, vive e lavora vicino Genova

Ingrid Sjöström

Attraente svedese sposata con un giovanotto siciliano.

Montalbano la incontra per la prima volta nel mezzo di un’indagine, resistendo alle continue avances della donna per mantenersi fedele a Livia.

Da allora i due diventano amici, tanto che il commissario ricorre spesso al suo aiuto.

Chi è il commissario Montalbano ?

 

Luca Zingaretti è nato nel ”61 a Roma .

https://it.wikipedia.org/wiki/Luca_Zingaretti#Biografia

Dopo aver frequentato l’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica a Roma, seguendo tra le altre le lezioni di Andrea Camilleri,[2] esordisce nei primi anni 1980 come attore di teatro con i registi Luca RonconiMarco Mattolini e Sandro Sequi. In seguito, a cavallo degli anni 1980 e 1990, arrivano i primi ruoli cinematografici, con Gli occhiali d’oro (1987) di Giuliano MontaldoIl branco (1994) di Marco RisiCastle Freak (1995) di Stuart GordonVite strozzate (1996) di Ricky TognazziArtemisia. Passione estrema (1997) di Agnès Merlet e Rewind (1998) di Sergio Gobbi.

Da sinistra: Zingaretti nei panni di Salvo Montalbano, insieme a Peppino Mazzotta, sul set dell’omonima serie televisiva nel 1998.

Nella sua carriera non mancano le interpretazioni che ripercorrono la vita di personaggi realmente esistiti, percorso iniziato nel 1993 con ruolo di Pietro Nenni nella miniserie televisiva Il giovane Mussolini. Sul piccolo schermo, nel 1997 ottiene una prima visibilità, interpretando il boss mafioso Pietro Favignana nella miniserie di Giacomo Battiato La piovra 8 – Lo scandalo. Nel 1999 la carriera ha una svolta. Zingaretti interpreta per la prima volta Salvo Montalbano – il commissario di polizia brusco e intelligente ideato dallo scrittore Andrea Camilleri, protagonista dell’omonima serie televisiva –, ruolo che darà all’attore grande popolarità, sia in patria sia all’estero. Due anni dopo ha poi preso parte alla miniserie Operazione Odissea. Alla fine degli anni 1990, prende parte al cinema a Tu ridi (1998) dei fratelli Taviani e a L’anniversario (1999) di Mario Orfini, pellicole che gli valgono i primi riconoscimenti, con le candidature ai Nastri d’argento del 1999 (come attore non protagonista) e del 2000 (come migliore attore). Intanto, nello stesso anno debutta come regista nel documentario Gulu, per il quale ha ricevuto, insieme a Margherita d’Amico (allora sposati), il premio Colombe d’Oro per la Pace dell’Archivio Disarmo di Roma.

Nel corso degli anni 2000, proseguendo l’interpretazione di Montalbano, Zingaretti continua a dividersi tra piccolo e grande schermo; nel 2009 è stato l’attore italiano più pagato, con un cachet di 300.000 euro a film.[3] Al cinema prende parte a Texas 46 (2002) di Giorgio SerafiniPrima dammi un bacio (2003) di Ambrogio Lo GiudiceI giorni dell’abbandono (2005) di Roberto FaenzaA casa nostra (2006) di Francesca ComenciniTutte le donne della mia vita (2007) di Simona IzzoMio fratello è figlio unico (2007) di Daniele Luchetti e Sanguepazzo (2008) di Marco Tullio Giordana. Nel 2010 vince il suo primo Nastro d’argento come migliore attore non protagonista (condiviso con Ennio Fantastichini), grazie ai ruoli in La nostra vita di Luchetti e Il figlio più piccolo di Pupi Avati. L’anno successivo è nel cast del film corale Noi credevamo di Mario Martone, premiato ai David di Donatello e ai Nastri d’argento. Nel 2005 ha interpretato il prete don Pino Puglisi nel film Alla luce del sole di Faenza, che gli è valso un riconoscimento al Festival Internazionale del cinema di Karlovy Vary e una candidatura ai David di Donatello dello stesso anno (come miglior attore).

I segreti di Camilleri

In un intervista  con lo scrittore Camilleri descrive il suo metodo di scrittore < forse sorprendente> per il lettore che dalla personalità dell’autore ,forse, si aspettava un modo di comporre del tutto diverso.

Camilleri dice:  « anche se non pare, sono un uomo estremamente ordinato, mentalmente. Non so se si è notato, ma tutti i romanzi di Montalbano si compongono di 180 pagine conteggiate sul mio computer, divise in 18 capitoli di 10 pagine ciascuno. Se il romanzo viene fuori con una pagina in più o in meno, io riscrivo il romanzo, perché vuol dire che c’è qualcosa che non funziona.»

 

 

 

ultima modifica: 2019-03-23T18:53:40+00:00 da eatsicily

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