I benefici di cucinare per gli altri .

L’altruismo in cucina accresce i rapporti, e fa bene sopratutto a noi stessi.

Cucinare ci riunisce e forma comunità — e la comunità forma legami e felicità. Ora l’unica cosa che dovrete fare è infilare la cucina nella vostra agenda, ma almeno adesso avrete delle buone ragioni per farlo.

In questa vita di corsa è difficile trovare il tempo per cucinare, specie se c’è tutta una famiglia da sfamare.

Cucinare con amici  ad esempio è molto soddisfacente e appagante oltre che divertente.

Perché cucinare, specie per gli altri, porta con sé effetti psicologici benefici. Vantaggi che magari potrebbero anche finire per riportarci in cucina.

Cucinare per gli altri non solo altruismo.

Un gesto nei confronti di un’altra persona, come cucinare per lei, è un comportamento altruistico. E l’altruismo è in grado far sentire gli altri felici.

“Cucinare per gli altri va a incidere fortemente sui livelli di autostima e fiducia in se stessi”,  “E ciò contribuisce a sortire gli effetti psicologici connessi alla capacità di fare qualcosa che ti fa sentire bene”.

Quando si tratta di mettersi ai fornelli, però, c’è un altro elemento da prendere in considerazione, il fatto di nutrire, un atto legato alla sopravvivenza. Cucinare per gli altri significa crescerli, nutrirli, preservarli.

La cucina è una forma di nutrimento.

“Donarsi agli altri ci fa sentire più completi”, spiega Michael AviShai, terapista della culinaria con un master in terapia dell’arte presso il Lesley College. “Cosa ancor più vera quando si tratta di cucinare, perché dare da mangiare assolve a un bisogno di sopravvivenza, e dunque quel senso di di soddisfazione non deriva solo dal donarsi, ma dall’aver fornito ‘aiuto’ in una forma molto primordiale. Abbiamo fornito carburante”.

E partecipare a questo genere d’attività “può contribuire a stimolare un senso di fiducia, di comunità, significati condivisi, obiettivi comuni, un senso d’appartenenza, di vicinanza e d’intimità. — tutti aspetti che sono stati collegati a fenomeni quali una maggiore felicità, un calo della depressione e in generale un maggiore senso di benessere”, spiega Riccio.

Cucinare per gli altri aiuta anche a formare legami con le persone che amiamo, e con gli altri esseri umani in generale. Micheal Pollan disse che: “La cucina ci ha dato il pasto, e il pasto ci ha dato la civiltà”. E sentirsi legati agli altri può offrire grandi vantaggi, come una vita più lunga e una maggiore felicità.

La cucina crea legami.

“È un’attività molto intima. Offrendo qualcosa di cui gli altri hanno potenzialmente bisogno ciò che stai facendo in realtà è mostrare il tuo sostegno, il tuo amore, il tuo appoggio, ed è proprio questo a stimolare fortemente un senso di benessere, oltre a uno sviluppo positivo e a un maggiore senso di vicinanza nei propri rapporti”, spiega Riccio.

 

Cucinare è prendersi cura di sé.

Alimentarsi da soli e prendersi del tempo per nutrire il proprio corpo non è affatto secondario..

Cucinare contribuisce pure all’autostima e alla fiducia in se stessi.

La cucina comporta consapevolezza.

“Quindi se cucini in modo consapevole il risultato può essere molto terapeutico. E la cucina è una di quelle attività che stimolano a concentrarsi davvero”.

Cucina e distrazioni del resto non vanno bene insieme. Se perdi la concentrazione è facile che vada tutto a rotoli: se ti distrai anche per un solo istante puoi finire per bruciare le cipolle, se controlli il cellulare l’acqua può esondare dalla pentola.

Cucinare non serve solo a renderci consapevoli, ma a farci avvertire dei legami profondi — non solo con le persone per cui, o con cui, stiamo cucinando, ma con le persone del nostro passato.

Ohana ce lo spiega meglio: “Il tempo che si trascorre in cucina tende ad esser dedicato all’introspezione. I sensi vengono raccolti dall’esperienza culinaria, e i ricordi sono legati all’olfatto. Quando sei in cucina e stai preparando qualcosa, ti può riportare alla memoria una pietanza che mangiavi coi nonni. È facile immergersi nei ricordi cucinando, e ce ne sono parecchi a cui attingere. Ecco perché cucinare può essere un’attività particolarmente terapeutica”.

Ritrovare quei ricordi, specie se felici, può essere estremamente positivo. Alcuni scienziati suppongono che l’impatto possa esser talmente notevole da poter risultare efficace nella cura della depressione.

Un papà che cucina per la figlia.

“Una delle cose più interessanti della cucina è che quando ne prendi in esame tutti i vantaggi psicologici, s’assiste a un effetto cumulativo: è cura di sé, è cura degli altri, è un aiuto di natura fisica, è consapevolezza, e assolve a bisogni primari, i propri e quelli degli altri.

Ci sono tanti fattori diversi in gioco quando si prepara una pietanza per gli altri”, 

”Si cucina sempre pensando a qualcuno ,se no ,stai solo preparando da mangiare”

ultima modifica: 2019-04-15T21:46:41+00:00 da eatsicily

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