La proprietà benefiche , che non conoscevi del sale marino di Trapani.

Il sale marino è una spezia composta da cloruro di sodio (NaCl) disciolto in acqua marina insieme ad altre sostanze. Il cloruro di sodio è il sale di sodio dell’acido cloridrico. A temperatura ambiente è un solido cristallino incolore e con un odore e sapore caratteristici. Il sale marino viene ottenuto per evaporazione spontanea e frazionata dell’acqua di mare.

L’evaporazione solare permette l’estrazione del sale marino, fatta in stabilimenti chiamati saline. L’acqua di mare viene raccolta in grandi vasche poco profonde; l’acqua evapora e resta la salamoia, che si concentra e viene trasferita, via via che si concentra, in vasche diverse, per arrivare infine nelle vasche cristallizzanti, dove il cloruro di sodio “precipita” e viene poi raccolto.

Esistono due tipi di sale marino: raffinato o integrale, che mantiene intatte le proprietà di altre sostanze, come iodio, magnesio, potassio e altri microelementi. Il sale marino è usato come esaltatore di sapidità, conosciuto e commercializzato sin da tempi antichi, ampiamente usato in cucina, per la conservazione e la cottura dei cibi (carni, formaggi, verdure, spezie). Il sale marino è utilizzato anche per prevenire alcune malattie, come il gozzo o l’ipertensione.

Viene poi utilizzato nell’industria chimica, un tempo per la concia di pelli e tessuti, ora per la saponificazione, per esempio, o come anti-gelo naturale.

Curiosità sul sale marino

In Italia le saline più grandi si trovano a Margherita di Savoia, in Puglia; in Sardegna, vicino a Cagliari e in Sicilia, vicino a Trapani; in Romagna, a Cervia. In tempi antichi il sale era così importante da essere anche una moneta di scambio, ecco perché l’ltalia è piena di “vie del sale”: la via Salaria, per esempio, che portava al porto di Ostia; la Via del Sale che collegava le coste liguri alla pianura lombarda; e ancora le vie del sale piemontesi ed emiliane. La parola salario deriva proprio da salarium, la quantità di sale che veniva data ai soldati che partivano per avamposti all’estero. Il libro di riferimento è “Il miracoloso sale marino” di Giuseppe Maffeis.  Il sale marino si ottiene semplicemente lasciando evaporare l’acqua marina all’interno di grandi vasche sistemate sulla costa: le saline, appunto. Gli elementi essenziali per la nascita del sale, quindi, sono tre: l’acqua del mare, il sole e il vento.
Di fronte alla costa trapanese (fra Trapani, Paceco e Marsala) in un suggestivo scenario di acqua, mulini a vento e piramidi bianche che diventano rosa al calare del sole, esiste un’importante realtà produttiva, e non soltanto industriale. Tutta la zona ricade all’interno di due splendide aree protette: la riserva naturale orientata delle saline di Trapani e Paceco e le saline dello Stagnone (nel comune di Marsala).
Le caratteristiche della costa – piuttosto bassa – dei litorali trapanesi ed il clima estremamente favorevole suggerirono ai Fenici (VIII sec. a.c.) l’impianto delle prime saline che la storia ricordi.
Ma solo nei sec. XV e XVI si ebbe uno sviluppo notevole delle attività di estrazione del sale. Nel XVII e nel XVIII secolo le saline rappresentano una risorsa fondamentale dell’economia della città, assieme all’arte del corallo e alla pesca, di portata tale da far diventare il porto di Trapani uno dei più importanti del Mediterraneo e d’Europa.
Fino agli anni ’60 la coltivazione del sale era in piena attività e il prodotto veniva esportato in tutta Europa fino in Norvegia. Il secondo dopoguerra ne ha segnato un temporaneo declino legato alla concorrenza del salgemma, all’elevato costo dei trasporti e ai danni provocati dall’alluvione degli anni ’60, che ha trasportato milioni di metri cubi di acqua nelle saline, determinandone l’interramento e l’abbandono dei bagli.
Solo dopo il 1973, anno dell’abolizione del Monopolio di Stato, si registrano segnali di ripresa.
La produzione del sale avviene durante il periodo estivo, in particolare nei mesi di luglio e agosto. Si compiono circa tre raccolti, a seconda delle condizioni climatiche (un’ultima raccolta può essere realizzata anche nel mese di settembre).

 

Uso in cucina

Il sale marino viene utilizzato da sempre per aromatizzare e conservare i cibi, come carne e pesce, e le spezie, ma anche per cuocerli. Bisogna prestare attenzione a come utilizzare il sale marino in cucina: i legumi devono essere salati solo a fine cottura, altrimenti induriscono, così anche le verdure lessate o al vapore, per non fare perdere loro le sostanze nutritive.

La carne alla griglia va salata prima, mentre quella in padella dopo la cottura. Spolverizzare e lasciare a riposo zucchine e melanzane con il sale fa perdere loro acqua e così il gusto amarognolo delle melanzane.

In Italia il sale di Cervia è considerato un sale speciale, in quanto “sale dolce” perché contiene una ridotta percentuale di sostanze amare. Le saline di Cervia vendono anche una mattonella di puro sale dolce di Cervia per cuocere direttamente le pietanze: i cibi assorbono la giusta quantità di sale di cui hanno bisogno, salandosi autonomamente. I tempi di cottura sono ridotti e la cucina è assolutamente dietetica.

La fleur de sel, il fiore di sale, è un tipo di sale grezzo marino francese, caratteristico della Bretagna meridionale, molto delicato, che non copre i sapori ma li esalta.

Proprietà e benefici del sale marino

Il cloruro di sodio è un conduttore, non solo di elettricità, ma anche di trasmissione neurologica. Il sale è infatti una sostanza fondamentale per lo svolgersi di meccanismi fisiologici vitali, come la trasmissione degli impulsi nervosi, lo scambio dei liquidi e la regolazione della pressione. Il cloruro di sodio è infatti essenziale per la vita sulla Terra: la maggior parte dei tessuti e dei fluidi degli esseri viventi contiene infatti una certa quantità di sale.

La soluzione fisiologica che si usa in medicina, che contiene una certa percentuale di cloruro di sodio, è usata per curare la disidratazione; ma se si consumano più di 5 grammi di sale al giorno si può andare incontro a malattie come ictus, problemi ai reni e disturbi cardiaci.

Se usato esternamente invece, può essere un valido alleato per combattere edemi, cellulite e per depurare i tessuti  bagni, impacchi, bendaggi di sale sgonfiano, riducono i ristagni idrici, disintossicano i tessuti. Meglio è se si usa il sale marino integrale: la raffinazione priva il sale di numerosi elementi utili all’organismo.

I trattamenti salini sono utili anche per combattere la bronchite , asma, raffreddore, micosi e psoriasi.

Il sale marino di Trapani, rispetto agli altri sali da cucina, contiene più potassio, più magnesio e una quantità minore di cloruro di sodio.

ultima modifica: 2019-03-11T17:24:12+00:00 da eatsicily

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